Sicuramente quel cretino dell'Opposition una cosa giusta l'ha detta. Con il suo slang mafioso e ghignando con grassa soddisfazione, mi ha detto "Non puoi, con un uovo in mano, volere sia l'uovo che la frittata." Prorbabilmente questo orribile proverbio l'ha inventato e affinato in vent'anni di ristorazione, ma in ogni caso non ha tutti i torti.
E cosi' sto tornando a casa. Ok, non e' il massimo dell'avventura tornarsene dopo appena una settimana.
Ma come diceva un tale solo gli sciocchi non cambiano idea, e come sapete io tutto sono tranne che sciocca. Il motivo principale per cui ritengo inutile il mio soggiorno qui e' la mia incapacita' di adattarmi non allo squallore, non agli stenti, bensi' alla solitudine, che per me e' sinonimo di tristezza.
Non sono una persona molto socievole, mia madre mi definisce troppo "selettiva" ed "esclusivista", il che e' sacrosanto...ma quelle persone, quelle poche persone che fanno parte del mio quotidiano non possono smettere di esserci. Sto male. Non ci posso fare niente. Posso incontrare nuova gente, posso lavorare 10 ore al giorno, ma posso farlo anche stando nei pressi, quindi senza rinunciare, appunto, alle persone che amo.
Andare a letto la sera senza avere nessuno a cui dare la buonanotte, dopo 20 anni che lo fai (o che ti senti urlare "Vai a lettoooo!! La sera leoni..." ) e' deprimente. Poter raccontare a Laura il 10% di quello che mi succede, e' deprimente. Non avere mio fratello che sfascia i maroni, non so perche', ma e' deprimente. Il cappuccino che fanno qua e' deprimente. Anche il non sentire mai parlare la mia bellissima lingua lo e'.
Allora che cavolo sei andata a fare? Boh, per lo stesso motivo per cui mi sono iscritta a lettere, suppongo. Sbaglio. Penso sia umano, in ogni caso non lo faccio di proposito. Mi ero autoconvinta di essere pronta per affrontare il mondo in totale solitudine, ma cosi' non e'. E se adesso posso fare spallucce e dire "Ok, e' andata male", e' sempre per merito di quei due la' che ringraziavo all'inizio del blog. Mi hanno lasciato andare e adesso mi lasciano tornare, con una perdita di denaro non indifferente. Non penso ce ne siano molte di persone cosi'.
Del resto e' colpa/merito loro se sono cresciuta con la netta consapevolezza di essere degna di tutto e costretta a niente. Con una famiglia diversa alle spalle forse sarei tornata da Vincenzo a supplicare per quel lavoro. E non perche' ero fissata con quel locale, ma perche' altrove sarebbe stato ancora piu' difficile. Ieri ho cercato come una matta un'altra sistemazione, ma hanno tutti bisogno di personale per la stagione estiva, quindi in generale per ora si lasciano i CV e si ripassa fra una, due, massimo tre settimane per sapere se sei assunta. Io non ho i liquidi ne' l'entusiasmo per aspettare altre due settimane...poi per aspettare cosa? Di iniziare a lavorare, niente di piu'.
Insomma, questo e' quanto. Ovviamente non tornero' subito, anche perche' ho qualche problema con la prenotazione del volo. Vi aggiornero'.
E non prendetemi per pazza! ^__^

